La vita è il musicista l’Arte il danzatore

La vita è il musicista l’Arte il danzatore

La decorazione come linguaggio per arricchire la forma

Immaginare il mondo sotto una nuova luce, è il primo passo per il cambiamento

Abbiamo sognato oggetti che non fossero solo funzionali, ma che avessero un’anima, attraverso questi creare nuovi dialoghi con le persone. Nella scelta di un prodotto sia per la nostra casa, come per un locale commerciale, una sala di attesa, o uno studio professionale, a volte si pensa solo alla funzionalità, altre volte aggiungiamo la forma, e se oltre la forma aggiungiamo l’anima!? La parola d’ordine in ArteDesign è osare! rompere gli schemi, andare oltre la forma. Abbiamo riscoperto nuovi codici per donare emozioni. Arte non più come opere bidimensionali, ma, sotto nuove forme. “Vestire” nuovi oggetti per acquisire nuova voce; poter dialogare con le persone e con gli ambienti.

Le reminiscenze storiche ci parlano di un precursore nell’Arte della decorazione di oggetti con la tecnica della stampa industriale. Si tratta del milanese Piero Fornasetti, negli anni’50 assieme all’architetto Giò Ponti; ha dato il via a un progetto che fece storia nella decorazione milanese e non: il concepimento della decorazione come nuovo linguaggio per arricchire la forma, in un tempo dove ciò era assolutamente contro tendenza.

“Già dai primi anni trenta Piero Fornasetti inizia una fase di studio di tutte le tecniche di incisione e stampa. Questa pratica costante e una grande abilità tecnica lo portano a collaborare con i più grandi artisti dell’epoca, stampando per loro libri d’artista e litografie.

Da Giorgio De Chirico a Massimo Campigli, Lucio Fontana a Cascella a Berman. La Stamperia d’Arte Fornasetti diventa un riferimento per molti artisti della sua generazione. “È stato il primo a stampare litografie di De Chirico a Milano in un tempo piuttosto remoto” – scrive Raffaelle Carrieri su “Epoca” nel 1978. Attraverso questa costante sperimentazione, Fornasetti inventa un metodo di stampa che gli permette di ottenere dei singolari effetti grafici. Nel 1933 ne propone alla V Triennale di Milano una serie, che viene rifiutata perché fuori tema; ma che gli vale l’attenzione di Giò Ponti che incontrerà nel 1940 (in occasione della VII Triennale) e con cui anni dopo nascerà una collaborazione creativa molto stretta. I due si trovano in sintonia non soltanto sulla definizione e sull’importanza dell’ornamento, sul retaggio culturale che presuppone, ma anche sull’idea globale di architettura, sul rapporto tra l’uomo e il suo ambiente.”

Ed è qui dove il lavoro di ArteDesign restituisce all’Arte il suo valore di comunicatore e decoratore, dove quest’ultimo termine non è sminuente, ma nobilitante, porta luce dove c’è ombra e movimento dove c’è staticità. La vita è movimento e l’Arte è il musicista.

Copyright AMARA,2014

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