Lunghimiranza e capacità di comunicare, requisiti indispensabili per l’artista di oggi

Lunghimiranza e capacità di comunicare, requisiti indispensabili per l’artista di oggi

Chiacchierata con: Mind Less nome d’arte di Milo Dodi

Milo Dodi in arte Mind _Less è un giovanissimo artista di ventiquattro anni. Ha partecipato alla Milano Design Week di quest’anno. La sua arte ci ha affascinato, realizzata con la tecnica del iposcat e pittura acrilica su tela, le forme da lui utilizzate ricordano molto alcuni dettagli dei disegni delle pitture aztechi. Con i suoi lavori ha partecipato alla mostra collettiva “L’arte che tutto può” organizzata da Arte Design by Decor Lab. L’ho abbiamo coinvolto nella decorazione di un pannello purificante d’aria ai carboni attivi; per gli ambienti HoReCa; questa sinegia fu un grande successo sia per l’artista, che per la DyB srl azienda specializzata nella decorazione di interni per spazi commerciali.

1) Com’è nato il tuo l’interesse verso l’arte pittorica?

Ho iniziato a dipingere per passione, per divertimento e per la necessità di esprimere in maniera “diversa” ciò che sentivo dentro. In passato ho utilizzato la musica elettronica e sperimentale (techno\noise\minimal) per fare questo e prima ancora amavo scrivere…ora vedo nel disegno la mia forma di espressione. E cosa più importante di tutte: disegnare mi rilassa e mi fa stare bene.

2)Parlaci della tua prima mostra pittorica? 

 A dire il vero, la Milano Design Week di quest’anno (2020) è stata la mia prima mostra “reale” da tre anni a questa parte, e sai perché? Volevo prima riuscire a portare il mio progetto artistico ad un evoluzione maggiore, acquisire una migliore tecnica pittorica (linee più pulite, capire meglio i materiali e i colori da usare, esprimere al meglio ciò che mi frullava per la testa ecc.), darmi e dare un orientamento e un senso al progetto Mind_Less…che è il mio nome artistico, insomma, detto in parole povere, prima di affrontare la realtà della mostra fisica, volevo essere sicuro che il mio progetto esprimesse al 100% la mia idea e la mia tecnica; senza rischiare di presentare qualcosa di embrionale e acerbo.Come si suol dire: “Ad ogni cosa il suo tempo”.

3) La tua prima esposizione è nata naturalmente, oppure c’è stato qualcuno a spronarti per realizzarla? 

Ho partecipato alla Milano Design Week, sotto consiglio della critica d’arte Elisabetta La Rosa (che in questo momento sta seguendo la crescita del mio progetto artistico); ritenevo per me arrivato il momento di partecipare ad un esposizione e così lei mi ha indirizzato verso quella che a parer suo poteva essere l’ambiente migliore dove presentare l’arte Mind_less…e devo dire che non poteva fare scelta più azzeccata.

4) Hai uno studio? Oppure uno spazio specifico che stimola la tua vena creativa?

Dipingo in casa, non ho bisogno di spazi particolari per trovare ispirazione o per lavorare alle mie opere.

5) Ti va di dare un consiglio ai tuoi colleghi artisti in questo momento storico?

 Sperimentate, siate curiosi, non fossilizzatevi, siate pronti al cambiamento. Il mondo cambia e il settore dell’arte non è diverso: tentare di ignorare il progresso non fermerà il suo percorso, semplicemente vi taglierà fuori: siate complici del progresso e innovatori. Non siate copia di altri o rischierete di passare come la cover-band del vostro gruppo preferito (che per quanto sia fantastica sarà sempre copia dell’originale e non qualcosa di nuovo). Siate smart!

6) Riesci a commercializzare in autonomia il tuo lavoro? 

Non essendo un artista famoso ho dovuto seguire un percorso alternativo dalla classica galleria d’arte, partendo dal proporre personalmente ad amici e parenti, allargando poi il giro un po’ grazie ai social, un pò tramite passaparola e – ultimo ma non per importanza – il mondo delle aste d’arte emergente su Catawiki (che purtroppo da quest’estate non accetta più artisti che non siano sotto galleria, ma vabbè). Le aste mi hanno permesso di farmi conoscere da clienti in tutta Europa e nel mondo e questo mi ha permesso di creare una “fan-base” che seppur piccola mi garantisce le vendite. Fortunatamente fin’ora sono riuscito a vendere quasi tutte le mie opere.

Il mio rapporto coi social? Instagram è la mia galleria virtuale, pubblico regolarmente.  Molto probabilmente aprirò anche un Patreon a breve.

7) Cosa hai provato quando hai visto l’oggetto virtualmente realizzato con la tua opera, durante la mostra “L’arte che tutto può”, realizzata durante la Milano Design City 2020?

Il rendering è fondamentale per mostrare alle persone un utilizzo della propria arte applicato a oggetti di interior design, complementi d’arredo, wrapping (e mi fermo qua, la lista potrebbe essere infinita). Mi ha fatto molto piacere vederlo fatto sulle mie opere perché questo permette alle persone di vedere la mia arte al di fuori della tela, portandola su oggetti che utilizzano quotidianamente.

8) Oggi tutto si basa sull’immagine: come valuti l’opportunità che l’industria degli oggetti personalizzati offre a voi artisti?

Molti tipi di arte vanno a braccetto con il design, il che offre enormi opportunità per gli artisti e per i produttori di tali oggetti. La cosa fondamentale è ancora una volta: innovare. Il mercato è ampio ma saturo. l’unico modo per spiccare è essere diversi, nuovi! Concludiamo l’intervista citando una famosissima frase di Steve Job: Siate affamati, siate folli!

Arte Design è una iniziativa Decor Lab dove l’artista può dare nuove forme alla propria arte. Creare oggetti esclusivi, personalizzati, a tiratura limitata; impreziosire una poltrona, un divano, le tende, vasi, cuscini, carta da parati… e tanto altro ancora e per offrire al suo pubblico una nuova declinazione del proprio lavoro. È una vera rivoluzione quella di ArteDesign per gli amanti del bello e l’artista, uno straordinario servizio per aumentare le possibilità di espressione della propria creatività.

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